A - Parte generale

Dati generali

ComuneBuja
Codice ISTAT030013
Prefettura - UTGUdine
UTIUnione del Collinare
SindacoSTEFANO BERGAGNA
Indirizzo MunicipioPIAZZA SANTO STEFANO 3
Sito webhttp://www.comune.buia.ud.it
PECcomune.buja@certgov.fvg.it
Distretto di Protezione CivileCOLLINARE
Zona di allerta per il rischio meteorologico,
idrogeologico e idraulico
FVG-C

Sistema di comunicazione in emergenza

Numeri di emergenza

Numero Unico Emergenza112
Protezione Civile della Regione800 500 300

Sede del centro operativo comunale

Municipio

Buja - Piazza Santo Stefano, 3

Popolazione

Dati dal 15° censimento della popolazione e delle abitazioni del 2011

Centri abitati Nuclei abitati Case sparse Totale
Popolazione residente 6337 157 133 6627
Numero di famiglie 2802 71 54 2927
Numero di abitazioni 3541 91 65 3697
Numero di edifici 2562 111 90 2763
Numero di edifici residenziali 2335 65 52 2452

Pericolosità sul territorio

Pericolosità sismica

È riportata la classificazione dei comuni effettuata con DGR n. 845 del 06.05.2010 ai sensi della LR 16/2009 , art 3 , comma 2 , lett a) (classificazione delle zone sismiche e indicazione delle aree di alta e bassa sismicità)

Zona Sismica: 1

La pericolosità sismica è ricavata dallo studio effettuato da OGS, Università di Trieste e di Udine per conto della PCR nel 2006 ed è rappresentata attraverso la mappatura delle accelerazioni di picco alla superficie libera del suolo, tenendo quindi in considerazione anche la natura dei terreni. Ulteriori approfondimenti sulla pericolosità possono essere ricavati dagli studi di microzonazione sismica se allegati al piano.

Accelerazione orizzontale di picco espressa in g (1 g = 9.81 m/s2)

  • 0.08 - 0.16
  • 0.16 - 0.24
  • 0.24 - 0.32
  • 0.32 - 0.40
  • 0.40 - 0.48
  • 0.48 - 0.56
  • > 0.56

Tipologia dissesti geologici

Si tratta delle aree di dissesto geologico ricavate dalla "proposta di perimetrazione e classificazione delle aree in relazione alla pericolosità idraulica e geologica" predisposta dai servizi geologico e idraulica della Direzione centrale ambiente e LL.PP. per finalità connesse con i lavori delle conferenze programmatiche relative ai PAI (Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico - art.68 DLgs 152/2006) e non hanno pertanto valore ufficiale ai sensi della normativa vigente in materia di difesa del suolo.

  • Crollo/Ribaltamento
  • Scivolamento rotazionale/traslativo
  • Colamento rapido
  • Colamento lento
  • Complesso
  • Sprofondamenti
  • Frane superficiali diffuse

Pericolosità idraulica

Le informazioni relative alle aree di pericolosità idraulica sono derivate principalmente dai PAI dei bacini idrografici di interesse nazionale, interregionale e regionale approvati e/o in corso di redazione e/o aggiornamento (Progetti, Varianti) ai sensi della normativa nazionale (DLgs 152/2006) e/o di quella regionale (LR 16/2002), i dati sono soggetti a periodici aggiornamenti.

  • Pericolosità bassa
  • Pericolosità media
  • Pericolosità alta
  • Alveo

Falda freatica

Le aree maggiormente soggette a problematiche derivanti dall’innalzamento della falda freatica sono quelle in prossimità della fascia delle risorgive indicata nella mappa, la cui individuazione è indicativa in quanto soggetta ad oscillazioni legate ai regimi pluviometrici.

  • Linea delle risorgive

Punti di presidio territoriale

Rischio Industriale

Sono industrie classificate ai sensi della normativa sui Rischi Incidenti Rilevanti (RIR) che prevede, per ogni stabilimento soggetto, che debba essere redatto un Piano di Emergenza Esterna (PEE), approvato dal Prefetto competente (D.Lgs. n. 105 del 26 giugno 2015 e s.m.i.).

Il D.Lgs. n.105/2015 suddivide gli stabilimenti in due categorie, sulla base della quantità di sostanze pericolose in essi presenti e più precisamente in stabilimenti di soglia inferiore e stabilimenti di soglia superiore.

Nel Piano di Emergenza Esterna di ciascun stabilimento sono individuate le Zone di danno (Zona rossa, Zona arancione e Zona gialla) e la Zona di sicurezza (Zona bianca).

L’individuazione di tali zone è determinante per la definizione delle modalità operative per il salvataggio delle persone colpite dall’evento incidentale e la messa in sicurezza degli impianti.

Stabilimenti di soglia superiore

FANTONI S.p.A.

Produzione articoli di arredamento

Fonte: UTG - Prefettura di Udine, aggiornato al 11/06/2008

Piano di emergenza esterno approvato, reperibile presso la prefettura competente.

Piani tematici

Si tratta di piani a carattere sovracomunale redatti in base a specifiche norme di settore o riguardanti specifiche tipologie di fenomeni la cui gestione fa riferimento a scenari di area vasta, con coinvolgimento del livello regionale ed in subordine quello sub-regionale e locale. Rientrano in tali tipologie i Piani della Sanità, Piani dei trasporti (strada, rotaia, aereo, mare e laguna, piani neve), Piani per Antincendio boschivo, Ricerca persone, Servizio di Piena, Radioattività, Emergenze umanitarie, Difesa – Sicurezza e le procedure e piani di emergenza relative alle grandi Dighe e agli invasi artificiali.

Radioattività

Prov.UD - Piano di emergenza provinciale per il trasporto di materie radioattive e fissili

Fonte: Prefettura di Udine

Prov.UD - Piano d'intervento messa in sicurezza sorgenti orfane radioattive

Piano di intervento per la messa in sicurezza in caso di rinvenimento o di sospetto di presenza di sorgenti orfane nel territorio della provincia di Udine.

Il piano, predisposto in ottemperanza del D. Lgs. n.52 del 6 febbraio 2007, prende in esame sia il possibile rinvenimento di sorgenti radioattive abbandonate o smarrite, sia il possibile rinvenimento di sorgenti a seguito di misurazione radiometrica effettuata su carichi di rottami o altri materiali metallici di risulta introdotti in Italia.

Nel piano vengono previste le procedure operative da seguire da parte di tutti gli Enti coinvolti in una possibile gestione dell’emergenza, evidenziando le specifiche competenze in materia dei Vigili del Fuoco.

Fonte: Prefettura di Udine

Per maggiori informazioni: http://www.prefettura.it

Prov.UD - Piano Emergenze Radiologiche

Il Piano Provinciale è redatto al fine di definire – per lo scenario incidentale preso a riferimento dal Piano Nazionale, potenzialmente interessante il territorio di questa provincia (ossia, incidente a centrale nucleare transfrontaliera) – le procedure operative per la gestione del flusso delle informazioni tra i diversi soggetti coinvolti, l’attivazione e il coordinamento delle principali componenti locali del Servizio della protezione civile, in connessione con le sue componenti nazionali.

Inoltre, il Piano Provinciale descrive il modello organizzativo per la gestione dell’emergenza con l’indicazione degli interventi prioritari da disporre a livello locale ai fini della massima riduzione degli effetti indotti sulla popolazione e sull’ambiente dall’emergenza radiologica.

In conformità alle indicazioni tracciate nelle citate norme e nel Piano Nazionale, nel presente documento è delineata e definita l’architettura generale della pianificazione provinciale emergenziale che costituisce la cornice entro la quale devono essere mantenuti e riferiti i singoli piani procedurali di ogni ente, soggetto e amministrazione interessati alle attività di soccorso in caso di emergenza.

Con riferimento, invece, agli aspetti specifici derivanti dal trasporto di materie radioattive e fissili, e dal rinvenimento di sorgenti orfane, si fa rinvio alle pianificazioni settoriali di protezione civile già approvate in questa provincia (rispettivamente, edizione n.1 del 24/07/2014, e edizione n.1 del 25/06/2008).

Fonte: Prefettura di Udine

Per maggiori informazioni: http://www.prefettura.it

DPC-Piano nazionale delle misure protettive contro le emergenze radiologiche

Il Piano Nazionale delle misure protettive contro le emergenze radiologiche individua e disciplina le misure necessarie per fronteggiare le conseguenze degli incidenti che avvengano in impianti nucleari di potenza ubicati al di fuori del territorio nazionale, tali da richiedere azioni di intervento coordinate a livello nazionale e che non rientrino tra i presupposti per l’attivazione delle misure di difesa civile di competenza del Ministero dell’interno.

A tale scopo il Piano definisce le procedure operative per la gestione del flusso delle informazioni tra i diversi soggetti coinvolti, l’attivazione e il coordinamento delle principali componenti del Servizio nazionale della protezione civile, e descrive il modello organizzativo per la gestione dell’emergenza con l’indicazione degli interventi prioritari da disporre a livello nazionale ai fini della massima riduzione degli effetti indotti sulla popolazione italiana e sull’ambiente dall’emergenza radiologica.

Fonte: Dipartimento della Protezione Civile

Per maggiori informazioni: http://www.protezionecivile.gov.it

Ricerca persone

Pref.UD - Piano Provinciale Ricerca persone scomparse

Il presente Piano è finalizzato alla definizione dell’assetto organizzativo, a livello locale, dei ruoli operativi e delle attività connesse alle ricerche e soccorso al di fuori degli ambiti di competenza dell’Autorità Giudiziaria, attraverso:

  • l’attuazione di un sistema di allarme e di informazione indirizzato a tutti gli Enti competenti sul territorio;
  • l’adozione di procedure di intervento automatico e tempestivo, fin dal momento della segnalazione dell’avvenuta scomparsa, per realizzare la massima integrazione possibile dell’operato di tutte le componenti coinvolte nelle operazioni;
  • l’impiego di organi istituzionali e delle unità del volontariato specializzate disponibili.

Fonte: Prefettura U.T.G. di Udine

Sanità

ITA - Piano nazionale di preparazione e risposta ad una pandemia influenzale

L’OMS raccomanda a tutti i Paesi di mettere a punto un Piano Pandemico e di aggiornarlo costantemente seguendo le linee guida concordate.

Seguendo le indicazioni dell’OMS del 2005, emanate alla luce delle modifiche dell’assetto epidemico mondiale e delle nuove emergenze, il Piano aggiorna e sostituisce il precedente Piano Italiano Multifase per una Pandemia Influenzale, pubblicato nel 2002.

Questo documento illustra, per ognuna delle sei fasi pandemiche dichiarate dall’OMS, il mandato per le Autorità Sanitarie, tenendo conto sia delle azioni sanitarie che di interventi che coinvolgono strutture non sanitarie.

Il Piano rappresenta il riferimento nazionale in base al quale saranno messi a punto i Piani operativi regionali. In allegato sono contenute le “Linee guida per la stesura dei Piani Pandemici Regionali”

L’operatività del Piano sarà valutata con esercitazioni nazionali e regionali, da concordare fra CCM e Regioni ed altre istituzioni che avrebbero un ruolo in caso di pandemia.

Il presente Piano è suscettibile di periodiche revisioni, al cambiamento della situazione epidemiologica.

Fonte: Ministero della Salute

Per maggiori informazioni: http://www.salute.gov.it

FVG - Strategie e misure di preparazione e risposta a una pandemia influenzale nella Regione Friuli Venezia Giulia

Approvato con Deliberazione della Giunta regionale 28 maggio 2009, n. 1230.

Dalla fine del 2003, da quando in Estremo Oriente i focolai di influenza aviaria da virus A/H5N1 sono divenuti endemici nei volatili ed il virus ha causato infezioni gravi anche nell’uomo, il rischio di una pandemia influenzale è diventato più concreto. Per questo motivo l’OMS ha raccomandato a tutti i Paesi di mettere a punto un Piano pandemico e di aggiornarlo costantemente seguendo linee guida concordate.

La rapida espansione in molti Paesi, al momento della diffusione del presente documento, di casi di infezione nell’uomo dovuti ad un nuovo virus influenzale di tipo A/H1N1 mai rilevato prima, rende questo rischio ancora più concreto e vicino nel tempo.

La diffusione di una pandemia influenzale potrebbe provocare una crisi del sistema sanitario a tutti i livelli e una situazione di emergenza in tutti i settori sociali.

Per fronteggiare questo evento in modo coordinato e efficace è stato elaborato il documento “Strategie e misure di preparazione e risposta a una pandemia influenzale nella regione Friuli Venezia Giulia”.

Per la sua elaborazione si è tenuto conto del Piano di preparazione a una possibile pandemia influenzale pubblicato dall’Organizzazione mondiale della sanità (WHO global Influenza preparedness plan, 5/2005) e suo successivo aggiornamento ( Pandemic influenza preparedness and response: a WHO guidance document, 2009), del “Piano nazionale di preparazione e risposta per una pandemia influenzale”, dei piani pandemici allestiti da altri Paesi e delle conoscenze attualmente disponibili.

Il documento fornisce le linee guida regionali di risposta a una pandemia e rappresenta il documento di riferimento per la preparazione dei piani operativi aziendali. Il suo obiettivo è individuare e strutturare gli interventi di sanità pubblica e di tutela della popolazione da attuarsi nella Regione Friuli Venezia Giulia secondo sette azioni chiave: 1. Sorveglianza 2. Prevenzione e controllo infezione 3. Trattamento e assistenza 4. Servizi essenziali 5. Comunicazione 6. Formazione 7. Valutazione E’ uno strumento di lavoro che andrà periodicamente aggiornato nei contenuti dal Gruppo di lavoro.

Fonte: Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

Per maggiori informazioni: http://www.regione.fvg.it

Antincendio boschivo

FVG - Piano regionale di difesa del patrimonio forestale dagli incendi per il periodo 1997-1999

Approvato con Decreto del Presidente della Giunta 17 aprile 1998, n. 0136/Pres.

Fonte: Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

Per maggiori informazioni: http://www.regione.fvg.it

Neve

Pref.UD - Piano neve della Provincia di Udine

La presente pianificazione, predisposta in attuazione delle direttive ministeriali di cui alla circolare del Ministero Interno n. 300/a/2/57338/131/O/35 dd. 18.12.2006, intende fornire indicazioni per il coordinato intervento, anche preventivo, in materia di viabilità in caso di precipitazioni nevose che interessano direttamente la provincia di Udine o che – riguardando l’Austria e la Slovenia o le province confinanti di Trieste e di Gorizia – producono riflessi sulla viabilità della provincia di Udine.

L’obiettivo del presente documento è dunque quello di pianificare, rendere omogenee e coordinare tutte quelle operazioni che dovessero rendersi necessarie nel caso in cui le tratte autostradali della provincia di Udine fossero interessate da eventi nevosi di intensità tale da mettere in crisi la fluidità e la viabilità del traffico.

Il presente piano d’intervento prevede l’individuazione di modalità e terminologie univoche per la definizione delle diverse fasi dell’emergenza neve, delle aree più a rischio (ovvero delle tratte critiche), delle procedure da applicare nelle diverse fasi di emergenza, dei modelli d’informazione all’utenza e agli Enti e Istituzioni preposte alla gestione delle emergenze di Protezione Civile.

Nella gestione degli interventi sono coinvolte, oltre alle Forze di Polizia (Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza), alla Polizia Municipale dei Comuni interessati, ai Vigili del Fuoco, alle diverse Amministrazioni proprietarie o concessionarie delle strade della provincia di Udine (ovvero Autostrade per l’Italia S.p.A., Autovie Venete S.p.a., Friuli Venezia Giulia Strade S.p.A. e ANAS), i Comuni interessati e la Protezione Civile Regionale. In considerazione delle misure previste, durante un eventuale periodo di emergenza, è altresì interessata la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Direzione Regionale della Protezione Civile.

La Prefettura-UTG di Udine, al fine di attuare con tempestività le misure previste nel presente piano, attiverà, in presenza di una previsione meteorologica avversa, un apposito flusso informativo rivolto a tutti i soggetti interessati e preposti ad intervenire.

Indicatori di evento

Rete idrometeorologica

Non presenti sul territorio comunale

Rete sismica

Aree di emergenza

Area di attesa

Sono destinate alla prima accoglienza della popolazione, dove riceverà le prime informazioni sull’evento ed i primi generi di conforto in attesa dell’attivazione delle aree di ricovero.

DenominazioneIndirizzoCoordinate
001 - Piazza MercatoSanto Stefano - Piazza Mercato13° 07' 29.67'' E, 46° 12' 22.84'' N
002 - Parco Santo StefanoSanto Stefano - Via Santo Stefano13° 07' 24.84'' E, 46° 12' 28.27'' N
003 - Piazza MonteMonte - P.zza San Lorenzo13° 07' 15.18'' E, 46° 13' 01.59'' N
011 - Area festeggiamenti UrbignaccoUrbignacco - Via Belvedere13° 08' 06.53'' E, 46° 13' 17.69'' N
013 - Area festeggiamenti TombaTomba - Via Tomba13° 04' 56.02'' E, 46° 13' 03.44'' N
014 - Area PoliambulatorioUrsinins Grande - Via Vidisêt13° 07' 03.46'' E, 46° 11' 54.24'' N
015 - Case Popolari OntegnanoOntegnano - Via Ontegnano13° 06' 18.85'' E, 46° 12' 38.21'' N
025 - Zona IndustrialeZona Industriale CIPAF - Via Europa13° 05' 06.75'' E, 46° 13' 44.55'' N
026 - Scuole AvillaAvilla - Via Onigo di Piave13° 06' 29.55'' E, 46° 12' 23.88'' N
027 - Area festeggiamenti MadonnaMadonna - P.zza Madonna13° 07' 23.82'' E, 46° 13' 26.95'' N
028 - Sopramonte-Solaris Solaris - Via Solaris13° 06' 51.00'' E, 46° 13' 29.29'' N
029 - Parcheggio esterno campo di atleticaArrio - Via Fornasate, 4313° 08' 00.04'' E, 46° 12' 41.38'' N
030 - Campo Sportivo San FloreanoSan Floreano - 13° 06' 10.66'' E, 46° 12' 55.36'' N
031 - Andreuzza - Madonna delle acqueAndreuzza - Via Andreuzza13° 05' 05.86'' E, 46° 12' 10.29'' N
032 - Lottizzazione ChinchineTonzolano - Via Liberazione13° 06' 38.39'' E, 46° 11' 55.31'' N
033 - Cimitero S. BartolomeoSanto Stefano - Via San Bortul13° 07' 10.60'' E, 46° 12' 28.68'' N
034 - Parcheggio Scuola Pieri MenisCollosomano - Via Brigata Rosselli

Edifici strategici

Carabinieri

DenominazioneIndirizzoCoordinate
001 - Comando StazioneBuja - Via Divisione Julia 54, 33030 Buja13° 07' 31.33'' E, 46° 12' 30.29'' N

Sede di Protezione Civile

DenominazioneIndirizzoCoordinate
001 - Sede Comunale13° 08' 22.92'' E, 46° 12' 28.28'' N

Municipio-Uffici comunali

DenominazioneIndirizzoCoordinate
001 - MunicipioBuja - Piazza Santo Stefano, 313° 07' 32.54'' E, 46° 12' 32.38'' N

Edifici rilevanti

Edifici Scolastici

DenominazioneIndirizzoCoordinate
001 - SCUOLA DELL'INFANZIA DI BUJAURSINIS GRANDE - VIA VIDISET 4413° 07' 06.52'' E, 46° 11' 58.58'' N
002 - SCUOLA PRIMARIA PIERI MENISCollosomano - via Brigata Rosselli13° 07' 41.99'' E, 46° 12' 18.90'' N
003 - SCUOLA PRIMARIA MARIA FORTEAvilla - via Monsignor Beinat 613° 06' 29.11'' E, 46° 12' 26.18'' N
004 - SCUOLA PRIMARIA CATERINA PERCOTOMadonna - via Madonna 7313° 07' 24.52'' E, 46° 13' 20.20'' N
005 - SCUOLA SECONDARIA DI 1° GRADO ENRICO URSELLAUrsinis Grande - via Vidiset 3813° 07' 06.88'' E, 46° 11' 56.74'' N
006 - SCUOLA MATERNA NON STATALE ANDREA NICOLOSOSanto Stefano - Via Dottor Vidoni 213° 07' 30.23'' E, 46° 12' 33.88'' N
007 - SCUOLA MATERNA NON STATALE SACRI CUORIMadonna - Via Sottofratta 5913° 07' 28.99'' E, 46° 13' 19.14'' N

Aziende AIA

Sono aziende che per l’attività svolta risultano soggette ad Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) ricavate dalla banca dati di ARPA FVG. L’AIA è il provvedimento che autorizza l’esercizio di un impianto o di parte di esso a determinate condizioni che devono garantire che lo stesso sia conforme ai requisiti del decreto autorizzativo. Un'azienda rientra nella procedura di AIA quando le sue caratteristiche trovano specifica rispondenza ai requisiti stabiliti in Allegato VIII (impianti di competenza regionale) ed in Allegato XII (impianti di competenza statale) del D.Lgs. 152/06 e s.m.i.. Per l’AIA sono individuate le seguenti categorie industriali: attività energetiche, produzione e trasformazione di metalli, industria dei prodotti minerari, gestione dei rifiuti, altre attività (cartiere, allevamenti, macelli, industrie alimentari, concerie…).

DenominazioneIndirizzoCoordinate
001 - Fantoni S.p.A.Zona Industriale Rivoli13° 04' 54.13'' E, 46° 14' 02.11'' N
002 - Acciaierie Venete S.p.A.Via Andreuzza, 34/113° 05' 20.87'' E, 46° 12' 17.03'' N
003 - Az. Agr. F.lli Giacomini13° 07' 56.51'' E, 46° 11' 11.80'' N

Gruppo comunale di Protezione Civile

Carica Nome
Coordinatore CLAUDIO RUGO
Caposquadra AIB CLAUDIO FELICE
Caposquadra AIB FAUSTO MONTANARI
Caposquadra tecnico logistico ALESSIA TABOGA
Caposquadra tecnico logistico LUCIANO TABOGA
Vicecaposquadra ENNIO DI GIUSTO
Manager Formativo CLAUDIO RUGO
Manager Formativo ARMANDO SANT
Mediatore Tecnologico CLAUDIO RUGO

Fonti utilizzate

Dati generali

Piano Regionale delle Emergenze - Protezione Civile della Regione

ISTAT, censimento popolazione 2001

Sistema di comunicazione in emergenza

Piano Regionale delle Emergenze - Protezione Civile della Regione

Popolazione

ISTAT, censimento popolazione 2011

Pericolosità sul territorio

Sistema Informativo geografico Difesa Suolo

Piano Regionale delle Emergenze - Protezione Civile della Regione

Indicatori di evento

Piano Regionale delle Emergenze - Protezione Civile della Regione

Istituto Nazionale di Oceonografia e di Geofisica Sperimentale

Università di Trieste, Dipartimento di Matematica e Geoscienze

Aree di emergenza

Piano Regionale delle Emergenze - Protezione Civile della Regione

Edifici strategici dello Stato

Ufficio Territoriale del Governo

Piano Regionale delle Emergenze - Protezione Civile della Regione

Edifici strategici del sistema regionale

Piano Regionale delle Emergenze - Protezione Civile della Regione