Meteo

Il rischio meteo-idrogeologico e idraulico è determinato dall’azione delle acque in generale, siano esse superficiali, in forma liquida o solida, o sotterranee.

Il rischio meteo-idrogeologico e idraulico è innescato da condizioni meteorologiche avverse ed è fortemente condizionato anche dall’azione dell’uomo.

Le avversità di carattere meteorologico, idrogeologico ed idraulico vengono monitorate dal Centro Funzionale Decentrato.

Precipitazioni piovose diffuse e persistenti ed estese possono determinare situazioni di crisi del reticolo idraulico con fenomeni di piena di fiumi e torrenti, movimentazione di trasporto solido negli alvei, possibile innesco di colate rapide nei bacini soggetti a tale rischio, instabilità dei versanti e frane.

Lungo la costa gli eventi sono talvolta accompagnati da mareggiate dovute a venti di scirocco o libeccio e fenomeni di acqua alta che aggravano le condizioni di criticità idraulica dei corsi d’acqua con conseguenti rischi per il territorio, specie nelle aree depresse della bassa pianura e lungo i litorali esposti.

Gli scenari di criticità idrogeologica ed idraulica generali, per i 3 diversi livelli sono descritti nell’Allegato alla Direttiva regionale consultabile sul sito della regione.

In tale tipologia rientrano i fenomeni atmosferici violenti caratterizzati da attività elettrica (fulmini) e spesso accompagnati da rovesci di pioggia intensi e localizzati, forti raffiche di vento (colpi di vento) e grandine.

Tali fenomeni si sviluppano in limitati intervalli di tempo e su ambiti territoriali molto localizzati. I rovesci intensi hanno caratteristiche simili ai temporali, ma non presentano attività elettrica.

Tali fenomeni sono dunque intrinsecamente caratterizzati da elevata incertezza previsionale in termini di localizzazione, tempistica e intensità e quindi non possono essere oggetto di una affidabile previsione quantitativa.

Scenari correlati a fenomeni temporaleschi possono essere ad esempio la rottura di rami o la caduta di alberi con conseguente interruzione della viabilità e delle forniture elettriche, il sollevamento parziale o totale della copertura di strutture temporanee o degli edifici, i danni a coltivazioni causati dalla grandine, gli incendi o i danni a persone o cose causate dai fulmini, l’interruzione temporanea della viabilità per allagamento di sottopassi o per situazioni di crisi degli impianti fognari e di drenaggio urbano, specie se legati a sistemi di pompaggio ed impianti idrovori, intasamento e possibile tracimazione di fossi, canali e corsi d’acqua minori privi di arginature, improvviso allagamento di guadi, sottopassi o di tratti della viabilità ordinaria.

Particolare attenzione andrà posta ad eventuali strutture provvisorie quali impalcature, tendoni, carichi sospesi e alberi in zone particolarmente esposte alle raffiche di vento, per la concomitanza con eventi e manifestazioni all’aperto, la presenza di campeggi temporanei, nonché per la sicurezza dei voli amatoriali e sugli impianti di risalita a fune in montagna.

Nelle aree collinari e montane sono possibili smottamenti e caduta di detriti sulla viabilità, nonché il possibile riattivarsi di fenomeni franosi superficiali in aree assoggettate a tale rischio.

TODO
TODO

Il settore montano della Regione presenta un significativo pericolo di caduta valanghe, per la cui prevenzione si fa riferimento alle disposizioni regionali stabilite nella LR n.34 del 1988.

La pericolosità che grava sul territorio è illustrata dalla “Carta di localizzazione dei probabili rischi da valanga” (CLPV), consultabile nella cartografia alla voce “Siti valanghivi” o tramite il portale della Regione come tematismo relativo alle aree soggette a dissesti idrogeologici comprendenti anche le valanghe. La CLPV è elaborata dalla “Struttura stabile centrale per l'attività di prevenzione del rischio da valanga” del “Servizio foreste e Corpo forestale - Direzione centrale risorse agroalimentari, forestali e ittiche” della Regione FVG, che ne cura anche il costante aggiornamento.

L’analisi storica di questi complessi fenomeni ha evidenziato che vengono coinvolti con una certa ricorrenza i medesimi siti, in quanto le valanghe risentono delle puntuali condizioni meteo dell’ambito considerato, dell’inclinazione del pendio, degli accumuli di neve, in particolare di quelli legati al vento, e di altri fattori (temperatura, direzione ed intensità del vento, insolazione e copertura nuvolosa).

Durante la stagione invernale, o nei periodi dell’anno caratterizzati da significativo innevamento, la valutazione e previsione degli scenari di rischio valanghe e della loro evoluzione a breve termine, che deriva da un’analisi a scala sinottica degli scenari di pericolosità (natura e intensità degli eventi valanghivi), da specifiche e dettagliate osservazioni e misure effettuate sul campo nonché dalla valutazione degli effetti al suolo dei fenomeni attesi, è espressa dal Bollettino Neve e Valanghe (BNV) redatto dalla competente struttura regionale sopra richiamata.

Il BNV costituisce uno strumento di supporto in quanto fornisce un quadro sintetico sul grado d’innevamento, sulle condizioni di stabilità del manto nevoso, sull’attività valanghiva in atto, sul pericolo valanghe, nonché sull’evoluzione nel tempo di tutti i predetti fattori. Esso tuttavia è redatto a scala sinottica, sulla base di 7 meteonivozone (zone geografiche omogenee dal punto di vista climatico e nivologico), ed ha valenza sull’intero territorio, indipendentemente dal grado di antropizzazione dei diversi contesti: esso fornisce indicazioni utili soprattutto per le attività escursionistiche in ambiente montano innevato.

Il pericolo valanghe del BNV è espresso secondo la scala unificata europea (EAWS - European Avalanche Warning Services) articolata su 5 livelli decrescenti di pericolo (gradi da 5 a 1 dove 5 rappresenta il pericolo massimo e 1 il pericolo minimo), definiti in base al grado di consolidamento del manto nevoso, alla probabilità di distacco, alle cause dei distacchi (spontanei e provocati), alle dimensioni delle valanghe ed al numero di siti potenzialmente pericolosi.

Il BNV non fornisce indicazioni riguardo ai possibili effetti al suolo delle valanghe attese, in particolare nelle aree antropizzate, ma fornendo indicazione sulle aree interessate dal pericolo consente al Centro Funzionale Decentrato di valutare l’emissione di comunicati di allertamento trasmessi dalla SOR analogamente a quanto avviene per il rischio meteorologico, idrogeologico ed idraulico sulla base dell’apposita Direttiva regionale (DGR 2028 del 2018).

L’allertamento, che utilizza i codici colore GIALLO, ARANCIONE e ROSSO, avviene qualora i fenomeni valanghivi, generalmente corrispondenti a situazioni di pericolo valanghe maggiore o uguale al grado 3 sul BNV, possono interessare aree antropizzate all’interno delle zone di allerta regionali FVG-A e B nelle porzioni di territorio soggette a tale rischio. In tali casi, per le infrastrutture e gli insediamenti abitativi a rischio, vengono attivate le misure di prevenzione secondo le indicazioni delle autorità competenti e a livello locale con il supporto della “Commissione comunale per la prevenzione di rischi da valanga” ex art. 9 della LR84/88, ove presente.

Conseguenza di eventi meteorici particolarmente intensi e prolungati è la risalita delle acque sotterranee di falda freatica soggette a oscillazioni stagionali di carattere variabile secondo gli andamenti climatici.

Si tratta di un fenomeno del tutto naturale che segue gli eventi meteorici con tempi di risposta ritardati di molti giorni fino a parecchie settimane dopo le piogge, lo sgrondo delle acque superficiali e il passaggio delle piene dei corsi d’acqua. L’alimentazione delle falde attraverso l’infiltrazione nel terreno delle precipitazioni e la dispersione in subalveo dei corsi d’acqua costituisce un’importante fase del ciclo idrogeologico, utile all’immagazzinamento e alla depurazione delle acque superficiali. Tuttavia, qualora non si pongano le dovute attenzioni nell’uso del territorio, le acque di falda possono essere causa di danni nei fabbricati interessati dalla loro risalita verso la superficie.

Particolare attenzione va posta nelle aree prossime alle risorgive. Il sollevamento della falda freatica determina infatti uno spostamento verso monte delle zone di emersione naturale delle acque interessando terreni che normalmente restano asciutti. Le acque sotterranee possono allora interessare piani scantinati e piani terra con conseguenti allagamenti dei locali non impermeabilizzati o quantomeno non dotati di adeguati sistemi di raccolta e ed evacuazione delle acque di infiltrazione con pompe auto-innescanti. Non vanno sottovalutati i possibili danni strutturali che possono derivare specie alle pavimentazioni per effetto della pressione idrostatica e agli impianti elettrici degli edifici con pericolo di folgorazione qualora non disalimentati e privi delle protezioni prescritte dalla legge.

Cartografia

Zone Allertamento

  • Zone allertamento fvg a FVG-A: Bacino del Livenza e del Lemene
  • Zone allertamento fvg b FVG-B: Bacino montano del Tagliamento e del Torre
  • Zone allertamento fvg c FVG-C: Bacino dell'Isonzo e pianura di Udine e Gorizia
  • Zone allertamento fvg d FVG-D: Bacino di Levante/Carso

Zone meteo

  • Zone meteo 1 Carnia
  • Zone meteo 2 Prealpi giulie
  • Zone meteo 3 Tarvisiano
  • Zone meteo 4 Pianura pordenonese
  • Zone meteo 5 Prealpi carniche
  • Zone meteo 6 Pianura udinese
  • Zone meteo 7 Isontino
  • Zone meteo 8 Laguna
  • Zone meteo 9 Provincia di Trieste

Pericolosità idraulica

Le informazioni relative alle aree di pericolosità idraulica sono derivate principalmente dai PAI dei bacini idrografici di interesse nazionale, interregionale e regionale approvati e/o in corso di redazione e/o aggiornamento (Progetti, Varianti) ai sensi della normativa nazionale (DLgs 152/2006) e/o di quella regionale (LR 16/2002), i dati sono soggetti a periodici aggiornamenti.

  • Pericolosita idraulica p1 Pericolosità bassa
  • Pericolosita idraulica p2 Pericolosità media
  • Pericolosita idraulica p3 Pericolosità alta
  • Pericolosita idraulica pf Alveo

Dissesti geologici

Si tratta delle aree di dissesto geologico ricavate dalla "proposta di perimetrazione e classificazione delle aree in relazione alla pericolosità idraulica e geologica" predisposta dai servizi geologico e idraulica della Direzione centrale ambiente e LL.PP. per finalità connesse con i lavori delle conferenze programmatiche relative ai PAI (Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico - art.68 DLgs 152/2006) e non hanno pertanto valore ufficiale ai sensi della normativa vigente in materia di difesa del suolo.

  • Dissesti geologici 1 Crollo/Ribaltamento
  • Dissesti geologici 2 Scivolamento rotazionale/traslativo
  • Dissesti geologici 5 Colamento rapido
  • Dissesti geologici 6 Colamento lento
  • Dissesti geologici 7 Complesso
  • Dissesti geologici 10 Sprofondamenti
  • Dissesti geologici 11 Frane superficiali diffuse

Siti valanghivi

Sono riportate le aree individuate nella Carta di localizzazione dei probabili rischi da valanga (CLPV ex art. 3 LR34/88) redatta dall’ufficio valanghe regionale. Sono raffigurate due tipologie di aree che rappresentano rispettivamente la massima espansione areale dei siti valanghivi come rilevati, sul campo o da notizie storiche, sul territorio montano della Regione, e la massima espansione areale potenziale del sito valanghivo come rilevabile da fotointerpretazione.

  • Siti valanghivi 1 Valanghe rilevate
  • Siti valanghivi 2 Valanghe fotointerpretate

Linea delle risorgive

Le aree maggiormente soggette a problematiche derivanti dall’innalzamento della falda freatica sono quelle in prossimità della fascia delle risorgive indicata nella mappa, la cui individuazione è indicativa in quanto soggetta ad oscillazioni legate ai regimi pluviometrici.

  • Falda freatica 0 Linea delle risorgive

Competenza corsi d'acqua LR 11/2015

  • Corsi acqua 0 Competenza statale
  • Corsi acqua 1 Classe 1
  • Corsi acqua 2 Classe 2
  • Corsi acqua 3 Classe 3
  • Corsi acqua 4 Classe 4
  • Corsi acqua 5 Classe 5
  • Corsi acqua 6 Drenaggio urbano

Cosa fare

Alluvione

  • Chiudi il gas, l'impianto di riscaldamento e quello elettrico.
  • Sali ai piani superiori senza usare l’ascensore.
  • Non scendere assolutamente nelle cantine e nei garage per salvare oggetti o scorte.
  • Non cercare di mettere in salvo la tua auto o i mezzi agricoli: c'è pericolo di rimanere bloccati dai detriti e di essere travolti da correnti.
  • Aiuta i disabili e gli anziani del tuo edificio a mettersi al sicuro.",
  • Non bere acqua dal rubinetto di casa: potrebbe essere inquinata.
  • Evita di passare sotto scarpate naturali o artificiali.
  • Non sostare sui ponti.
  • Non ti riparare sotto alberi isolati.

Valanghe

  1. Informarsi preventivamente circa eventuali rischi da valanga che possano interessare la propria abitazione e la viabilità e le infrastrutture di abituale frequentazione, nonché informarsi su cosa prevede il Piano di emergenza del proprio Comune.
  2. Condividere le informazioni del punto 1 con i propri familiari.
  3. Tenersi aggiornati sull’evoluzione delle condizioni meteo e dei Bollettini Neve e Valanghe (BNV).
  4. Fare attenzione nelle attività all’aperto, evitando le aree a rischio valanghe.
  5. Valutare necessità di aiuto di familiari e vicini in caso di emergenza.
  6. Guidare con attenzione, in particolare nei tratti ancora transitabili ma esposti al rischio caduta valanghe.
  7. In caso di pericolo incombente sulla propria abitazione, informarsi in merito ad eventuali provvedimenti di evacuazione.
  8. Seguire le indicazioni dell’autorità di protezione civile locale (Comune) e i canali informativi sulla viabilità.
  9. Limitare gli spostamenti, in particolare in aree montane nei tratti esposti a rischio caduta valanghe.
  10. Nel caso di valanga che interessi persone, abitazioni o infrastrutture per prima cosa effettuare una chiamata di soccorso al Numero Unico di Emergenza 1-1-2 fornendo con più precisione possibile l’indicazione del luogo colpito, delle persone coinvolte, al fine di attivare con immediatezza il soccorso sanitario e le squadre specialistiche per il soccorso in valanga più vicine.

Falda freatica

  • Tenere conto della pericolo di risalita della falda freatica nella realizzazione di nuovi edifici.
  • Nei locali esistenti a rischio di allagamento conservare solo materiale non deteriorabile su scaffalature sufficientemente sollevate dal pavimento.
  • Dotarsi di pompe auto-innescanti in particolare a protezione di locali tecnici.